sabato, dicembre 11, 2004

Ma saranno davvero così retrogradi i mediterranei? si e no

Tuttavia, l’assenso della comunità scientifica sul costrutto dell’onore-vergogna non è così unanime come può apparire. Magrini (1998) ha portato delle critiche sull’esistenza di un costrutto peculiare mediterraneo basato sull’onore e la vergogna, notando che:

● persino gli articoli inclusi nell’antologia di Peristiany erano meno unanimi di quanto il curatore affermasse;
● è possibile che i primi studi antropologici del Mediterraneo ritraessero caricature delle donne mediterranee, descritte come persone silenziose e obbedienti, in qualche modo estranee o isolate dalla “vita reale” della comunità maschile, e perennemente segregate nelle loro case e coperte dalla testa ai piedi per vergogna dei loro corpi (Gilmore, 1982; Magrini, 1998);
● i due concetti dell’onore maschile e della vergogna femminile non sono presenti in maniera costante da un capo all’altro del Mediterraneo (Herzfeld, 1987; Marcus, 1987);
● gli articoli dell’antologia di Peristiany si focalizzavano su alcune società scelte tra le più marginali ai bordi del Mediterraneo (Magrini, 1998);
● onore e vergogna non compaiono ovunque in questi paesi, mentre invece possono essere rintracciati altrove (Lever, 1986; Pina-Cabral, 1989);
● soprattutto, questi valori oggi sembrano piuttosto obsoleti in molte regioni del Mediterraneo (Davis, 1987).
Quindi è possibile sia che nelle società tradizionali la posizione sociale delle donne sia meno sottomessa rispetto a quanto creduto nei primissimi studi, sia che nei tempi moderni la posizione delle donne stia avendo un drammatico cambiamento nella maggior parte dei paesi dell’area mediterranea (Davis, 1987). Ciò è sicuramente vero, ma, da un punto di vista antropologico, è importante stabilire se alcune idee, anche se non corrispondono esattamente allo stato dell’arte reale delle cose, o non vi corrispondono affatto, siano ritenute dalla parte più significativa di una data comunità o società corrispondenti sia con la realtà sia con l’ideale. È questa totale o parziale accettazione di un’idea come “giusta” che trasforma una semplice idea in una rappresentazione accettata da una data cultura e capace di influenzare i comportamenti e le idee individuali. In altri termini, è probabile che l’immagine della femmina mediterranea sottomessa non corrisponda sempre alla realtà, che la sua autonomia e il grado di partecipazione nelle decisioni sociali e nella vita culturale e sociale fossero più alti rispetto a quanto ritenuto nei primi studi, e che nei tempi odierni la gamma di valori delle donne e i loro comportamenti stiano rapidamente cambiando. È anche vero, comunque, che nelle società tradizionali il peso sociale e l’importanza attribuita all’attività delle donne e alle loro opinioni sono principalmente riconosciuti inferiori rispetto a quelli degli uomini (Méndez, 1988). Quest’idea non scompare mai del tutto, ma è sempre parzialmente presente e forte specialmente nelle fasi di trasformazione, quando cioè una società incomincia la sua lunga, internamente confusa e penosa transizione verso una società con ruoli sessuali meno tradizionali. La maggior parte delle società nei paesi mediterranei rimane dunque influenzata dai concetti di onore e vergogna (Araji, 2000).

Letture:
Araji S. (2000), “Crimes of Honor and Shame: Violence against Women in Non-Western and Western Societies”, The Red Feather Journal of Postmodern Criminology.
Davis J. (1987), “Family and state in the Mediterranean”, pp. 22-34, in D.D. Gilmore (Ed.), Honor and Shame and the Unity of the Mediterranean. Washington: American Anthropological Association.
Gilmore D.D. (1982), “Anthropology of the Mediterranean area”, Annual Review of Anthropology, 11, 175-205.
Herzfeld M. (1987), “‘As in your house’: hospitality, ethnography, and the stereotype of Mediterranean society”, in D.D. Gilmore (Ed.), Honor and Shame and the Unity of the Mediterranean, American Anthropological Association, Washington.
Lever A. (1986), “Honour as a Red Herring”, Critique of Anthropology 6 (3): 81-106.
Magrini T. (1998), “Women’s ‘work of pain’ in Christian Mediterranean Europe”, Journal of Musical Anthropology of the Mediterranean, 3, http://research.umb.edu/eol/MA/index/number3/magrini/magr0.htm.
Marcus M.A. (1987), “‘Horsemen are the fence of the land: honor and history among the ghiyata of Eastern Morocco”, in D.D. Gilmore (Ed.), Honor and Shame and the Unity of the Mediterranean, American Anthropological Association, Washington.
Méndez L. (1988), Cousas de mulleres: campesinas, poder y vita cotidiana (Lugo, 1940-1980), Editorial Anthropos, Barcelona.
Pina-Cabral, J. (1989), “The Mediterranean as a Category of Regional Comparison: A Critical View”, Current Anthropology, 30 (3), 399-406.