sabato, dicembre 11, 2004

La donna nella cultura mediterranea: onore e vergogna

La condizione della donna araba è stata spesso accomunata a quella della donna mediterranea, forse con un eccesso di semplificazione, come già segnalato dalla nostra Lia. In ogni caso, preme ricordare che il modello culturale della donna mediterranea non è propriamente femminista in senso moderno e occidentale. Per comprendere i ruoli di genere nella cultura mediterranea, per lo più occorre invocare un significativo tratto culturale dell’area mediterranea, che è il costrutto antropologico dell’“onore e della vergogna”. Questo costrutto è profondamente legato alla configurazione dei ruoli de maschili e femminili nei paesi del Mediterraneo.
Una delle più importanti pubblicazioni che hanno contribuito a stabilire gli studi di antropologia del Mediterraneo è stata l’opera collettiva Honour and shame: the values of Mediterranean societies (“Onore e vergogna: i valori delle società mediterranee”) curata da Peristiany (1966). Peristiany argomentò che il costrutto onore-vergogna era tra i più importanti modi di pensiero presenti e persistenti nell’intera area mediterranea, e una delle sue più peculiari caratteristiche antropologiche. Da allora, il costrutto dell’onore-vergogna è stato frequentemente utilizzato negli studi antropologici mediterranei. Peristiany concepì tale costrutto culturale come legato ai ruoli dei sessi, secondo un modello per il quale l’onore è associato agli uomini e la vergogna alle donne, e sia onore che vergogna sono inestricabilmente legati l’uno con l’altra in termini affettivi e cognitivi (Brandes, 1987).
La nozione antropologica di onore è contenuta in entrambi i costrutti psicologici del valore del sé e del valore sociale. Onore è una nozione legata al ruolo sociale e familiare dei maschi, ed è una sorta di proclama degli uomini del loro essere “giusti e orgogliosi”. I fattori che sottolineano l’onore dell’uomo esprimono il suo rango sociale (come le origini familiari e la ricchezza), le sue qualità morali (come la generosità, che è una qualità che si presenta anche come una controparte sociale legata al patronato) e la sua capacità di controllare le reputazioni e la condotta sociale delle donne della sua famiglia: madre, sorella/e, moglie/i, figlia/e. Qualsiasi violazione o sospetto di trasgressione dei codici di comportamento sessuale da parte di tali donne è vista come un attacco all’onore del clan, tribù, o qualsiasi altro tipo di lignaggio di comunità (Anderson, Seibert, Wagner, 1998; Bates, Rassam, 1983; Ginat, 1979; Kandiyoti, 1987; Lateef, 1992; Schneider, 1971; Yousseff, 1973).
Comunque, non sono solo l’adulterio o le attività sessuali pre-maritali che sono viste come una minaccia all’onore. Piuttosto, è qualsiasi atteggiamento che i maschi ritengono inappropriato: questo può significare parlare con un estraneo, parlare contro il proprio marito, criticare i cognati, ridere molto o ad alta voce, o persino un vago sospetto di mancare le aspettative dell’appropriato comportamento femminile (Hegland, 1992; Lateef, 1992). Ad ogni modo, la violazione da parte delle donne di codici di comportamento ispirati alla sottomissione e la sensazione che i maschi o le famiglie non riescano a controllare le loro femmine risultano in entrambi i casi un attacco all’onore degli uomini e alla virtù delle donne (Baker, Gregware, Cassidy, 1999; Bates, Rassam, 1983; Ginat, 1979; Turner, 1995).
Tale struttura culturale è chiaramente sia sociale che emozionale, sia intra- che interpersonale. La vergogna è uno stato interno condizionato dallo scandalo pubblico. Nelle società tradizionali la violazione da parte delle donne di codici di comportamento ispirati alla sottomissione e al rigore sessuale è riconosciuta come una violazione dell’onore solo nel caso in cui la trasgressione diventi pubblica (Ginat, 1979; Kressel, 1981). Se la trasgressione rimane nascosta, la donna colpevole può non affrontare la punizione. Una volta che la trasgressione diventa di dominio pubblico, comunque, può arrecare danno all’immagine della famiglia nella comunità e i membri maschili della famiglia debbono intraprendere azioni per restaurare il perduto onore.
Il modello socio-culturale dell’onore-vergogna è comune in vari tipi di comunità, a volte molto differenti l’una dall’altra se le consideriamo da altri punti di vista, come l’organizzazione economica e politica e il livello sociale. Possiamo quindi rintracciarlo in vari ambienti, come nelle società paesane mediterranee e latino-americane, tra le società nomadi del Medio Oriente e nell’Asia sud-occidentale, tra varie caste in India, e tra le élite burocratiche cinesi del passato e del presente (Ortner, 1978).

Anderson R.R., Seibert R.F., Wagner J.G. (1998), Politics and Change in the Middle East, Prentice Hall, New Jersey.
Baker N.V., Gregware P.R., Cassidy M.A. (1999), “Family Killing Fields”, Violence Against Women, 5, 164-184.
Bates D.G., Rassam A. (1983), Peoples and Cultures of the Middle East, Prentice-Hall. Englewood Cliffs, N.J.
Bates D.G., Rassam A. (1983), Peoples and Cultures of the Middle East, Prentice-Hall. Englewood Cliffs, N.J.
Brandes S. (1987), “Reflections on honor and shame in the Mediterranean”, in D.D. Gilmore (Ed.), Honor and Shame and the Unity of the Mediterranean, American Anthropological Association, Washington.
Ginat J. (1979), “Illicit sexual relationships and family honor in Arab society”, Israeli Studies in Criminology, 10, 179-202
Hegland M.E. (1992), “Wife abuse and the political system: A Middle Eastern case study”, pp.203-218, in D.A. Counts, J.K. Brown, J.C. Campbell (Eds.), Sanctions and Sanctuary: Cultural Perspectives on the Beating of Wives, Westview Press, Boulder, CO.
Kandiyoti D.A. (1987), “Emancipated but unliberated? Reflections on the Turkish case”, Feminist Studies, 13, 317-338.
Kressel G.M. (1981), “Soroicide/filiacide homicide for family honour”, Current Anthropology, 22, 141-158.
Lateef S. (1992), “Wife abuse among Indo-Fijians”, in D.A. Counts, J.K. Brown, J.C. Campbell (Eds.), Sanctions and Sanctuary: Cultural Perspectives on the Beating of Wives, Westview Press, Boulder, CO.
Ortner S.B. (1978), “The virgin and the state”, Feminist Studies, 4, 19-35.
Peristiany, J.G. (Ed.) (1966), Honour and shame: the values of Mediterranean societies, The University of Chicago Press, Chicago.
Schneider J. (1971), “Of vigilance and virgins: honour, shame and access to resources in Mediterranean societies”, Ethnology, 9, 1-24.
Turner F. (1995), “Shame, beauty, and the tragic view of history”, American Behavioral Scientist, 38, 1060-1075.
Yousseff N. (1973), “Cultural ideals, feminine behavior and family control”, Comparative Studies in Society and History, 13, 326-347.